sabato 21 dicembre 2013

Risotto Alessio


Francamente non sapevo come chiamarlo.
A casa di mamma gira un fogliettino di carta con scritta la ricetta ma non ne ricordo il titolo; peccato però non avere quel pezzettino di carta con me!!
A mio figlio, per l'appunto Alessio, piace tanto ed oggi mi ha chiesto di farlo.

Ho pensato "e perchè non postarlo sul blog??? ... anche questa è ricetta semplice e gustosa"

Nasce così il Risotto Alessio .. core de mamma!!! 



Risotto Alessio

Ingredienti per 4 persone:
8 pugni di riso (è il mio metro di misura ... insegnamento di mamma: quantità giusta un paio di manciate a testa)
300 gr di fiordilatte 
150 gr di prosciutto cotto
2 uova
200 gr di Parmigiano Reggiano grattuggiato
120 gr di Burro Occelli
sale

Mentre il riso lessa in acqua bollente, sciogliete il burro a bagnomaria e lasciate in caldo.
In una ciotola capiente che possa contenere il riso ed il condimento, sbattete le uova con il parmigiano.
Tagliate il fiordilatte a piccoli pezzi ed il prosciutto cotto a listerelle sottili.
Aggiungete al composto di uova e parmigiano.
Quando il riso sarà cotto scolate velocemente e versate nella ciotola  insieme al burro fuso.
Mescolate in modo che il calore del riso  sciolga la mozzarella, spolverate con abbondante parmigiano e servite immediatamente.


Considerazioni:
il riso deve essere condito molto velocemente perchè freddo non è proprio il massimo.
Io metto sempre un pò più di riso e la sera ci faccio dei simil supplì.

venerdì 20 dicembre 2013

Delizie ai frutti di bosco



Si avvicina il Natale; non manca poi così tanto: soltanto una settimana.
E a dire il vero non sò di preciso cosa mi riservino queste feste cioè dovrò cucinare o sarò solo invitata? ma conoscendomi bene a mani vuote di certo non mi presenterò.
Una bella torta?
Un tiramisù? I miei cugini ne vanno matti.
Di sicuro non potrò mancare con l'insalata russa. Fosse la volta buona che riesco a fotografarla!!

Cosa ne pensate dei biscotti? 
I cantucci vi ispirano?
Vi stò facendo troppe domande ehhh!!
E allora vada per queste delizie, un pò diverse nella ricetta: oltre alle mandorle, nell'impasto troverete mirtilli rossi e qualche amarena che con il loro colore rosso sanno tanto di Natale.


Delizie ai frutti di bosco

Ingredienti per circa 45 biscotti:
250 gr di farina 00
170 gr di zucchero a velo
85 gr di uova (circa 2) + 1 per spennellare
65 gr di burro
50 gr di mirtilli secchi ammorbiditi in acqua e rum
8 amarene 
20 gr dello sciroppo di conservazione delle amarene
4 gr di lievito
70 gr di mandorle intere non pelate

Nell'impastatrice mescolate lo zucchero con le uova ed il burro precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente (io ho usato il microonde per questa operazione).
Unite lo sciroppo di conservazione dei frutti rossi e la farina precedentemente setacciata con il lievito.
Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Unire poi le mandorle, i frutti di bosco ben scolati e le amarene.
Mescolare delicatamente con una spatola per amalgamare il tutto.
Foderare  una teglia con carta forno.
Riempite la sac a poche con il composto e formate dei filoncini  ben distanziati tra loro visto che in cottura si allargheranno. Al più divideteli con una piega di carta forno.
Spennellate la superficie con l'uovo sbattuto ed infornare a 180° per almeno 30 minuti.
Saranno cotti quando ben dorati e sodi al contatto (man mano che si raffredderanno diventeranno duri).
Lasciate raffreddare per una decina di minuti altrimenti non potrete lavorarli: si sbricioleranno.
Tagliare i filoncini in fette obblique di 1,5 cm di spessore.
Rimettere a cuocere in forno fino a completa tostatura dei due lati.
Fate attenzione a non scurirli troppo dalla parte del taglio finchè una volta freddati saranno troppo duri.
"Pucciateli" in un buon bicchiere di Vin Santo e conservateli in scatole di latta.







Considerazioni:
sono stata un pò pasticciona: li ho tagliati ancora troppo caldi; spero mi perdoniate ... dopo un'intensa giornata di lavoro, dopo aver mangiato un boccone fugacemente può capitare di non essere proprio lucidi ... =)

aggiungete qualche mandorla in più rispetto ai 70 gr consigliati e tagliate grossolanamente le amarene (anche a metà) ... non fate come me che le ho lasciate intere.


domenica 15 dicembre 2013

Torta tartufata

E che vi devo dire.
Già il nome è tutto un programma.
Le foto spero rendano l'idea di cosa si morde.
Questa volta non mi perderò in chiacchiere: provate e fatemi sapere.





Torta tartufata

Ingredienti per una teglia di diametro 22 cm

Pan di spagna:
250 gr di uova (circa 5)
135 gr di zucchero
100 gr di farina 00 debole
30 gr di fecola di patate
15 gr di cacao amaro

In una casseruola mescolare con una frusta le uova e lo zucchero. Mettere su fiamma media e portare a 50°.
Versare il composto così riscaldato in una ciotola e montare per circa 10 minuti. Dovete ottenere un composto chiaro e spumoso.
Nel frattempo setacciare insieme la farina, la fecola ed il cacao.
Versare a pioggia sulla montata di uova e zucchero in tre riprese e mescolare con una spatola dal basso verso l'alto.
Imburrate ed infarinate la teglia, versare il composto e  cuocere a 180° per 25 minuti.
Il pan di spagna sarà comunque pronto quando vedrete il bordo staccarsi dalla teglia.
Lasciate raffreddare per bene.

Consiglio: preparate il pan di spagna il giorno prima.

Ripieno:
30 ml di rum
535 di cioccolato fondente al 75%
3 fogli di gelatina 
65 gr di glucosio liquido (Decora)
500 ml di panna
100 ml di acqua

cacao in polvere per decorare

Mettete i fogli di gelatina in acqua fredda per ammorbidirli
Sciogliete a bagnomaria 335 gr di cioccolato. Tenete da  parte.
Versate l'acqua in un pentolino ed aggiungete il glucosio. Portate ad ebollizione e togliete da fuoco.
Strizzate per bene i fogli di gelatina ed incorporarli allo sciroppo di glucosio. Mescolate finchè non si saranno sciolti.
Unite il composto di glucosio e gelatina al cioccolato tenuto da parte e mescolate con una frusta metallica.
Se si formano dei grumi riportate sul fuoco a bagnomaria e togliete quando la preparazione sarà liscia.
Montate la panna ed aggiungete alla crema di cioccolato senza mescolare troppo.




Montaggio della torta:
prendete il pan di spagna e tagliatelo in modo da ricavarne un disco alto 1,5 cm.
Rivestite una teglia con carta forno.
Poggiate sopra un anello in acciaio che possa contenere il disco di pan di spagna.
Spennellate la base con il rum.
Riempite il cerchio con la crema di cioccolato e livellate la superficie; se preferite, come me, con il dorso di un cucchiaio fate delle onde per dare movimento.
Ponete in frigorifero sino a che la torta non si sia rappresa.
Estraete dal cerchio e spolverate con il cacao in polvere.
In un pentolino mettete dello zucchero semolato; fate sciogliere senza mescolare ma soltanto muovendo il pentolino.
Ungete di olio un cucchiaio, prendete un pò del caramello e, sopra un foglio di carta da forno, colatelo e fate dei disegni.
Lasciate solificare e molto delicatamente staccate i decori.
Ornate così la torta.

Servite con un ottimo caffè forte o dei lamponi. 





Con questa ricetta partecipo al contest confort food di "la cucina delle streghe"





ed ancora una volta al "1° kitchen contest" organizzato da http://www.kitchenhelper.it/contest/ - accessori di cucina e cake designer


sabato 14 dicembre 2013

Sfogliata pere, noci e gorgonzola


 "Al contadino non far sapere quant'è buono il formaggio con le pere".
E come dare torto a questo vecchio detto popolare.

Ed è così che oggi vi presento questa torta salata.
Vi assicuro che è di grande effetto, oltre che buona ovviamente.
La prima volta che la presentai fu lo scorso anno per Santo Stefano e gli ospiti che l'assaggiarono non poterono che tessere le lodi di questo sfizio.

E poi è così semplice e veloce da fare.

Non vi darò quantità precise ma solo gli ingredienti.




Sfogliata pere, noci e gorgonzola

Ingredienti:
pasta sfoglia (1 rotolo già pronto)
parmigiano reggiano (un paio di manciate abbondanti)
pere kaiser (un paio)
gherigli di noci (una decina)
gorgonzola ( di una confezione di 200 gr circa ne ho usato circa 50 gr) 

Lavare le pere, tagliarle a metà, eliminate il torsolo e con una mandolina tagliatele a fettine.
Mettetele in una terrina di acqua fredda acidulata con limone per non farle annerire.
Per la sfoglia: io l'ho fatta sia rotonda che rettangolare. Anche qui seguite il vostro gusto.
Stendete la pasta su una teglia ricoperta di carta forno.
Con un coltellino incidete il bordo a circa 2 cm ma senza tagliare di netto, come a disegnare un altro cerchio o rettangolo più piccolo.
Bucare il fondo con una forchetta.
Spolverare con parmigiano e cospargere la sfolgia con i gherigli di noci tritati finemente.
Scolare le fette di pera e sistemarle all'interno della sfoglia leggermente sovrapposte.
Aggiungete il gorgonzola a pezzetti ed un'altra spolverata di formaggio.
Ripiegate il bordo inciso all'interno e pizzicatelo quà e là per dargli un effetto ondulato.



Cuocere in forno a 200° gradi finchè il bordo sarà ben gonfio e dorato ed il gorgonzola si sarà completamente sciolto.
Lasciare intiepidire, spolverate con abbondante pepe macinato e servite.

In questa occasione ho dato alla sfoglia la forma di un cristallo di neve.







Con questa ricetta partecipo al "1° kitchen contest" organizzato da kitchen helper - accessori di cucina e cake designer (www.kitchenhelper.it)



                                   

Considerazioni: per quanto concerne il gorgonzola preferisco usare il tipo piccante che rende più saporita la torta.


lunedì 9 dicembre 2013

Zuppa ligure di pescatrice

Si dice sia il modo più antico di cucinare il pesce sulle coste mediterranee.
Erano gli stessi pescatori che lo preparavano o sulla barca o a terra appena arrivati, utilizzando la cosiddetta minutaglia che non si poteva nè friggere nè arrostire e quella porzione di pescato che non poteva essere destinato al mercato perchè poco pregiato.
Nella cottura di solito il pesce prima si rosola con gli odori, si aggiunge vino o aceto e per ultima l'acqua che insieme al calore del fuoco, ha il compito di amalgamare i sapori.
Il brodo, più o meno liquido o denso, viene fatto penetrare nelle fette di pane abbrustolito.

Ed ecco la zuppa diventare protagonista.

Innumerevoli sono le varianti in cui spesso sono presenti anche molluschi e crostacei.
Chi non conosce il caciucco livornese, il brodetto dell'Adriatico, il ciuppin ligure.

Insomma ogni città, ogni porto, ogni spiaggia ha la propria zuppa di cui ci si vanta essere la migliore.

Ma veniamo alla ricetta di oggi dove da protagonista la fà la rana pescatrice a cui vengono affiancati dei porcini secchi.

Una bontà!!
Sarà che ultimamente non dico mai di nò ad un piatto caldo e brodoso in cui intingere le fette di pane abbrustolito.


 Zuppa ligure di pescatrice

Ingredienti per 4 persone:
800 gr di rana pescatrice pulita
2 cipolle
2 coste di sedano
2 carote
3 pomodori maturi
20 gr di porcini secchi (da me sostituiti con porcini freschi che avevo nel freezer)
prezzemolo
olio evo
sale
pepe

pane integrale abbrustolito

Fate rinvenire i porcini in acqua fredda.
Scottate i pomodori in acqua bollente in modo da facilitare l'eliminazione della buccia; privateli anche dei semi e tagliateli a dadini.
Lessate la pescatrice in 1,5 litri di acqua partendo da tiepida, salate leggermente ed unite 1 carota, 1 costa di sedano ed 1 cipolla.
Dopo 20 minuti spengete il fuoco, sfilettare il pesce e filtrate il brodo. 
Tritate finemente la cipolla, la costa di sedano e la carota rimaste.
Soffriggete il trito in 3 cucchiai di olio, aggiungete anche i funghi scolati dall'acqua di ammollo (se come me avete usato porcini freschi, saltate il passaggio dell'ammollo).
Unite i cubetti di pomodoro e cuocete per 3 minuti.
Aggiungere il brodo di cottura della pescatrice ed i ritagli della sfilettatura.
Cuocete per altri 15 minuti a fiamma bassa.
Salate ed aggiungete il resto del pesce .
Ultimate con una manciata di prezzemolo tritato, una macinata di pepe e servite con le fette di pane.

Io avevo comprato anche qualche gamberone che ho lessato insieme alla rana pescatrice e poi aggiunto alla zuppa.







domenica 8 dicembre 2013

Stella ai marroni e amarene

Volevo aria di natale per il dessert da offrire a degli amici che all'ultimo momento mi hanno fatto una bella sorpresa.

Era già in programma questo fine settimana di realizzare una bavarese ai marroni ma come potevo trasformarla in un soggetto natalizio?

In frigo avevo della frolla e così nasce la stella.




Stella ai marroni e amarene



Ingredienti

Per la bavarese:
200 ml di panna
50 gr di tuorli
35 gr di zucchero
8 gr di gelatina in fogli
2 cucchiai di acqua

250 ml di panna
100 di crema ai marroni
1/2 baccello di vaniglia

Pasta frolla
zucchero semolato
cioccolato fondente
amarene sciroppate ed il loro liquido di conservazione

Ammorbidite nell'acqua fredda i fogli di gelatina.
Portate ad ebollizione la panna con la polpa del baccello di vaniglia.
Mescolare i tuorli e lo zucchero ed aggiungere alla panna. Portare alla temperatura di 82°.
Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire.
Scolare la gelatina ed unire al composto di tuorli, zucchero e panna insieme alla crema di marroni.
Mescolare bene e far raffreddare.
Montare la panna ed incorporare.
Riempite una sac à poche con bocchetta a stella.

Dalla frolla ricavate delle stelle con un tagliabiscotti (io ho usato una formina in silicone abbastanza grande e ritagliato intorno ai bordi).
Spolverare di zucchero ed infornare a 160° sino a quando la frolla non è dorata.
Sciogliete a bagnomaria o in microonde un pò di cioccolato fondente.

Composizione:
Posizionare sul piatto di portata una stella di frolla.
Spennellare la superficie con un pò di cioccolato fuso.
Attendere qualche minuto che si rapprenda.
Con la sac à poche riempite la superficie della stella con ciuffetti di bavarese.
Appoggiate sopra l'altra stella e ripetete l'operazione con la bavarese ai marroni non prima di aver impermeabilizzato con il cioccolato fuso.
In corrispondenza di ogni punta della stella posizionate un'amarena come pure al centro.
Con un cucchiaino colate poche gocce dello sciroppo delle amarene a decorare.

Considerazioni:con il quantitativo riportato ho fatto solo un dessert ma la stella di sfoglia era almeno 15 cm.
Direi quindi che riducendo la grandezza a circa 8 cm ne escono almeno 4.
Potete sostituire la frolla con la sfoglia per la stella.



Con questo dolce partecipo al "1°kitchen contest" organizzato da kitchen helper - accessori di cucina e cake designer (www.kitchenhelper.it):





martedì 3 dicembre 2013

Muffin arancia e cioccolato

Ormai non ho più bisogno di spiegare.
Vi dico solo Luca .. capito??
Sì sì proprio Lui ... il Montersino!
Ogni sua ricetta è sinonimo di garanzia e non vedo perchè questi muffin dovrebbero uscire dal seminario.
Cioccolato ed arancia, da sempre uno degli accostamenti più graditi, in cui l'acidità dell'agrume si sposa bene con l'amaro.
Ma in questa ricetta l'arancia viene usata  sotto forma di liquore: il Grand Marnier.
Pezzetti di scorza candita fanno da cornice a questo dolcino morbido e dall'interno umido.
Il sapore del cioccolato è esaltato dal cacao amaro a cui viene aggiunto dello zucchero di canna proprio per mantenere un giusto equilibrio. 



Muffin arancia e cioccolato by Montersino


Ingredienti per circa 12 muffin:
220 gr di farina 00
36 gr di cacao amaro in polvere
15 gr di lievito 
90 gr di zucchero di canna
105 gr di gocce di cioccolato
45 gr di scorza di arancia candita
75 gr di uova
280 gr di latte intero fresco
70 gr di burro
6 gr di Grand Marnier

Setacciare in una terrina la farina con il cacao ed il lievito.
Aggiungere lo zucchero di canna.
A parte sbattete le uova con il latte e versare sopra al composto.
Mescolare ma non troppo con un cucchiaio, aggiungere il burro fuso, il liquore e le gocce di cioccolato.
Inserite i pirottini in uno stampo da muffin e riempiteli con il preparato fino a 3/4 dell'altezza.
Infornare per 15 minuti a 210° circa.
Al termine della cottura decorate la superficie con altre gocce di cioccolato e la dadolata di arancia candita.








domenica 1 dicembre 2013

Paste sarde - Pillus, antichi formati



Sulla rivista "Sale e Pepe" di Ottobre un articolo ha suscitato il mio interesse: Paste sarde, antichi formati e raffinati condimenti raccontanti da interpreti speciali.

Forse perchè il mio compagno è sardo? .... mmmmmm .... credo proprio di sì!!

Francamente non sò da dove incominciare a descrivere.
Và, incominciamo da informazioni sul territorio.

"La Marmilla (aerea collinare nel cuore della Sardegna) è caratterizzata da un terreno ideale per la coltivazione di pregiate varietà di grano duro. Prima fra tutte la Senatore Cappelli, ricca di proteine, dalle spighe alte e rigogliose che non permettono alle erbacce di crescere e quindi rendendo inutile l'utilizzo di prodotti chimici.
La semola prodotta  è adatta per la preparazione di pane, dolci ma soprattutto pasta, che in Sardegna assume varie sfaccettature a secondo della zona e delle tradizioni locali."

E ancora:
"L'impasto è composto da sola semola e acqua, lavorati con forza fino a "strappare" la pasta che deve diventare sdrucita e "fare la treccia". Niente sale perchè romperebbe il glutine della semola. In alcuni formati compaiono le uova (nelle lasagnette) od il lievito (per le tallutzas). Alcune tipologie di pasta sono difficili da realizzare: le orighittas oppure i maccaroni fibaus. Meno complicati i maccaroni xibiru ovvvero i malloreddus."

Veniamo alla preparazione di oggi.
I pillus, citati nell'articolo, che nascono da lembi di altra pasta avanzata.
Ho voluto condirli con un ragù di coniglio e zafferano.


Pillus con ragù di coniglio e zafferano

Pillus:
350 gr di semola di grano duro
170 gr di acqua

Impastare per almeno mezz'ora.
Avvolgere l'impasto con della pellicola e riporre in frigorifero per un'ora.
Stendere la sfoglia sottile (circa 1/2 millimetro) e ritagliare della tagliatelle corte e disuguali con una rotella dentellata.





Ragù di coniglio e zafferano:
200 gr di polpa di coniglio (ho usato delle lombatine che ho disossato; le ossa le ho usate per fare il brodo aggiungendo un paio di cucchiai di carota, sedano e cipolla tritati grossolanamente)
90 gr di pomodorini privati della pelle e dei semi e tagliati a dadini
1 bustina di zafferano
1 spicchio di aglio
1 rametto di dragoncello 
1 bicchierino di grappa
1 mestolo di brodo
4 cucchiai di olio evo
farina bianca q.b
sale e pepe

Mettete in una padella larga l'olio e lo spicchio di aglio che toglierete appena si colora.
Infarinate la polpa del coniglio ed aggiungete nella padella; fate rosolare la carne.
Aggiungete la grappa e lasciate evaporare. Unite il dragoncello sminuzzato e lo zafferano sciolto in poco brodo.
Salate e pepate.
Unite i pomodorini tagliati e continuate la cottura per alcuni minuti con il brodo.

Lessate i pillus, scolateli  e fateli saltare nella padella con il ragù.

Considerazioni:
-  non avevo mai impastato se non un paio di volte la sfoglia per le tagliatelle.
   Mezz'ora è tantaaaaaaaaaaaaaa!! ^^
   Chissà se ho strappato bene la pasta. Se riesco poi vi posto una foto dell'articolo in cui    si intravede come trattare la pasta.
- Buono tutto; la pasta ed il ragù di coniglio anche se buona parte dei pillus li ho             conditi con il classico ragù perchè mio figlio non gradiva l'altro condimento.
- Mi devo ricomprare la rotella dentellata; quella che posseggo è un  falso ^^ ^^ nel         senso che accenna la dentellatura. Una parte delle tagliatelle le ho dovute riprendere
  ad una ad una e "zigrinare" i bordi con un coppasta rettangolare: questo si che era
  roba seria!!
- Non fate come me: invece di 90 gr di pomodoro ne ho messo tre volte tanto!!
  Ma se vi piacciono più rossi allora seguitemi ^^



qui i pillus sono conditi con il classico ragù



giovedì 28 novembre 2013

Manzo all'olio di Rovato

E questo è stato il secondo piatto servito alla cena di sabato un pò per ricordare le origini bresciane dalla padrona di casa, sempre la mia "Capa" ^^

Tipica della zona di Franciacorta, più precisamente Rovato, sbirciando nel web, ho scoperto essere un'antica ricetta del bresciano la cui origine si fà risalire alla seconda metà del XVI secolo, come si legge nella raccolta di Donna Veronica Porcellaga (1554-1593) che, forse per prima, lo cucinò ai suoi commensali.

Rovato, all'epoca porta di accesso alla Franciacorta, con il mercato più grande sotto il dominio della Repubblica di S. Marco, divenne un punto cruciale per gli scambi commerciali tra Venezia e Milano. I mercanti liguri portavano i loro tesori quali acciughe ed olio, due degli ingredienti fondamentali della ricetta.

Per chi poteva permettersi la carne, questa veniva spesso accompagnata da polenta o patate.

Altra particolarità di questo piatto è che non esiste una vera e propria ricetta. Ogni famiglia ha la sua che si tramanda di generazione in generazione. Gli ingredienti principali rimangono gli stessi, ma poi ognuno aggiunge il suo tocco segreto.

Alcuni ristoratori di Rovato, per tutelare e valorizzare questo piatto tipico, nel 2002 hanno costituito un consorzio che ne garantisce la qualità . Inoltre ogni anno, nel mese di novembre, viene celebrato "il mese del manzo all'olio": durante questo periodo i ristoranti propongono menù a base di manzo all'olio e polenta a prezzi particolari.



Manzo all'olio di Rovato

Ingredienti per  6 persone:

1,5 kg di carne di manzo detto cappello del prete
250 gr di olio evo
2 spicchi di aglio
3 carote abbastanza grandi
3 coste di sedano verde
1 grossa cipolla
250 cc di vino bianco
un mazzetto di prezzemolo
una manciata di capperi dissalati
4 acciughe sotto sale pulite e sfilettate
2 manciate di pangrattato
sale
farina q.b.
acqua q.b.

Prendete il pezzo di carne ed infarinatelo.
Scaldate due cucchiai di olio in una pentola alta e stretta che contenga il più preciso possibile il pezzo di carne.
Rosalate per sigillare il "cappello del prete".
Togliete la pentola dal fuoco, aggiungete le carote, il sedano e la cipolla; il tutto tagliato grossolanamente. Unite anche le acciughe, gli spicchi di aglio, il vino e l'olio. 
Rimboccate con l'acqua sufficiente a coprire quasi del tutto la carne.
Mettete la pentola sul fuoco, portate a bollare e fate cuocere per due ore/ due ore e mezza mantenendo un leggero "sussulto".
Una volta passato il tempo della cottura togliete la carne dalla pentola e lasciate raffreddare.
Passare al setaccio o frullate il fondo di cottura unendo il prezzemolo, il pangrattato ed i capperi.
Tagliare a fette non troppo sottili ed irrorate con la salsa.
Se questa dovesse essere troppo liquida fate addensare sul fuoco.




Come già detto, non esiste una ricetta vera e propria per cucinare questo secondo piatto. Qui troverete alcune versioni tra cui quella di Donna Veronica.

Crostata salata di finocchio e limone

Per la cena di sabato mi era stato dato il compito di preparare i contorni.
Sono andata su un classico, almeno nella mia cucina, che rende sicuramente di più in estate e che faccio spesso: i pomodori gratinati questa volta cotti al microonde (si fanno in 15 minuti ^^ e per me che sono quella dell'ultimo minuto và più che bene).

Avevo poi acquistato dei finocchi e volevo utilizzarli per l'altro contorno, ovviamente cotti per non cadere nel banale di tagliarli a crudo sottili mischiati all'arancia ed alle olive (non che mi dispiacciano così, tutt'altro^^).

Mi sono quindi messa a girare sul web ma trovavo sempre ricette di finocchi gratinati finchè non incappo qui.
Più leggevo più mi veniva l'acquolina in bocca. 

Quindi detto fatto. Avevo come utilizzare i miei finocchi.



Crostata salata di finocchio e limone


Pasta all'olio di oliva e nocciole:
100 gr di farina
120 gr di farina integrale
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di erbe aromatiche secche (rosmarino o timo) - io le ho omesse
60 ml di olio di oliva
120 ml di acqua fredda
100 gr di nocciole - non avendo la quantità di nocciole sufficiente ho diviso n 50 gr di granella di nocciole e 50 gr di granella fine di pistacchi di Bronte

Ho inserito tutti gli ingredienti nel Bimby ed impastato come una normale frolla.
Per il procedimento riportato nel blog:
"Tritate finemente le nocciole usando un robot da cucina, ma non fino a ridurle in polvere. Unite le nocciole tritate, le farine, il sale  e le erbe in una ciotola capiente. Versateci l’olio e mescolate con una forchetta. Unite l’acqua e continuate a mescolare con la forchetta finché si assorbe tutta, poi lavorate la pasta delicatamente con le mani e fatene una palla. Trasferite la palla ad una superficie spolverizzata con poca farina e stendetetela usando un matterello spolverizzato con altra farina. Stendete fino ad ottenere un disco di dimensione adeguata per la vostra teglia. Cercate di non lavorare troppo la pasta.
Foderate delicatamente uno stampo dal bordo scanalato e base rimovibile con la pasta, togliendo l’eccesso. Ponete lo stampo in frigorifero per almeno mezz’ora.
Bucherellate il fondo con una forchetta, coprite tutto con un foglio di carta da forno che riempirete con riso o fagioli e fate cuocere la pasta in forno caldo per 10 minuti a 200°C. Quindi levate la carta e il riso e fate cuocere ancora 5 minuti. Riempite la crosta con la farcitura di finocchio e limone e cuocete seguendo le istruzioni che trovate qui sotto.
 Ripieno di finocchi e limone:
3 grossi finocchi - io ne ho utilizzati 2
1 cucchiaino di semi di finocchio - omessi
la scorza grattuggiata di un limone
1 spicchio di aglio intero sbucciato
60 ml di vino
60 ml di acqua
3 cucchiaio di olio di oliva
2 cucchiai di burro
2 uova intere
1 rosso d'uovo
240 ml di panna
120 ml di latte

Pulire i finocchi tenendo da parte le barbe e tagliateli a fettine non troppo sottili.
Pestate al mortai o con un cutter i semi di finocchio.
Portate a bollore in una pentola che possa contenere anche i finocchi, i semi pestati, l'acqua, l'olio, il vino, la scorza di limone, l'aglio, due pizzichi di sale ed il burro.
Aggiungere poi i finocchi tagliati, coprite la pentola e fate cucocere il tutto finchè il finocchio non è tenero.

Nel mentre si cuoce il composto, in una ciotola sbattete le uova, il tuorlo, il latte, la panna, sale e pepe.

Versate i finocchi nel guscio di frolla alle nocciole scolandolo bene dal liquido di cottura, aggiungete il composto di uova e panna e mettete sopra le barbe messe da parte.

Mettete in forno a 180° per 25/30 minuti.



Considerazioni:
-  i finocchi cotti con la buccia di limone sono squisiti; da gustare sicuramente come          contorno magari diminuendo la quantità di burro per renderli un pò più leggeri;
-  la frolla con le mie modifiche non mi è piaciuta molto; forse con solo nocciole sarebbe
   venuta più croccante; anche questa da rifare seguendo passo passo la ricetta originale;
-  crostata salata che nel suo insieme si presenta molto invitante ed appetitosa.





domenica 24 novembre 2013

Gnocchi di spinaci in fonduta di taleggio e pancetta

La ricetta che vi presento non è farina del mio sacco.

Il mio compagno questa settimana mi ha raggiunto e, come consuetudine, abbiamo passato il sabato sera insieme agli amici di sempre ma questa volta ero invitata.

Diciamo che sono stata omaggiata dalla mia "Capa" visto che questi gnocchi venivano preparati sempre dalla sua mamma. 


Gnocchi di spinaci

Ingredienti per 6 persone:

2 kg di spinaci freschi puliti
farina q.b.
200/250 gr di parmigiano reggiano
sale
1 spicchio di aglio 
3 cucchiaio di olio evo

Lavare per bene gli spinaci ma non sgocciolateli del tutto.
Saltateli in una padella con lo spicchio d'aglio e l'olio e lasciateli appassire. 
Una volta che si sono asciugati per bene con la cottura, tritateli al coltello o con la mezzaluna. Non usate un minipimer perchè non devono ridursi in poltiglia.
Metteteli in una ciotola, aggiustate di sale, aggiungete il parmigiano e farina quanto basta per avere un composto di una certa consistenza.


Formate delle palline non troppo piccole e rotolatele nella farina.
Portate a bollore l'acqua salata, versate gli gnocchi e quando 
vengono a galla scolateli.

La padrona di casa li ha conditi per l'occasione con una salsa a base di taleggio, panna e pancetta (fate ammorbidire in una padella la pancetta tagliata a cubetti senza l'aggiunta di altri grassi e mettete da parte; versate in un tegame 350 ml di panna, aggiungete 300 gr di taleggio tagliato a tocchetti e fate sciogliere a fuoco lento; lasciate addensare, aggiungete una bella macinata di pepe bianco e la pancetta. Fate saltare gli gnocchi insieme alla salsa e servite ben caldo).




giovedì 21 novembre 2013

Mele, mele, mele



E' un pò di giorni che sono lontana dal blog.
Mia cugina giovedì scorso è stata operata ed io ho dovuta assisterla. 

Un pò di tempo fà mi aveva chiesto un dolce da poter mangiare quando aveva "bisogno di affetto"; si dice così noo?? Tutte scuse!!

Cosa fare? Una cosa semplice, e così comincio a sfogliare tra tutti i libri e ritagli di giornale alla ricerca di una ricetta per soddisfare il suo bisogno di coccole.

Mi cade così l'occhio su una ricetta di Luca, il Montersino ovviamente.
"Tortine di mele montate".

Insomma per farla breve: procedo ma invece di fare singole porzioni, sforno un ciambellone. Innamorata pazza di questo dolcino, ricevo un suo sms in cui mi fà i complimenti e lo descrive profumato, delicato, saporito. Lusinghe che rigiro a Luca, cosa scontata.

Quale migliore occasione la sua permanenza in casa mia per riproporlo?

Detto fatto ed ecco così queste tortine di mele buone per la colazione o per un tè.

Con le dosi riportate ho fatto 12 mini muffin ed un piccolo plum cake.



Tortine di mele montate


Ingredienti:

250 gr di burro a pomata 
200 gr di zucchero a velo
80 gr di tuorli
160 gr di albumi
250 gr di farina 180W (farina 00)
7 gr di lievito per dolci in polvere
15 gr di rhum a 70°
2 gr di scorza di limone
250 gr di mele 
1/2 baccello di vaniglia

Montate gli albumi a neve e mettete da parte.
Montare il burro ammorbidito con lo zucchero a velo, aggiungere i tuorli poco per volta ed il rhum.
Setacciare la farina con il lievito ed incorporare insieme agli aromi (scorza di limone e vaniglia) al burro ed allo zucchero fino ad avere un composto chiaro e ben montato.
Aggiungere con delicatezza gli albumi montati in precedenza.
Versare il composto negli stampi da muffin (potete usare anche dei pirottini), livellate e disponete sopra le mele tagliate a cubetti.
Cuocere in forno a 190° per circa 15 minuti (per i miei c'è ne sono voluti almeno 30, ma ognuno di voi conosce il proprio forno!!)

P.S.: mi scuso per le foto; ero così stanca che su 15 scatti i due postati sono i più decente. Ma non demordo: è una dolcetto che rifarò a breve, questa volta per mio figlio; non mangia dolci ma il ciambellone alle mele lo gradisce sempre!!